Congresso Simfer, alla ricerca di una fisiatria «globale»
La fisiatria: solo un insieme di principi biomeccanici e neurofisiologici, o c'è qualcosa di più? A cinquant'anni esatti dalla sua fondazione, Simfer (Società italiana medicina fisica e riabilitativa) cerca un nuovo punto di vista sulla propria disciplina, e lo fa con il suo 36° congresso nazionale. «Humana fabrica» è il titolo della quattro giorni romana (al Palazzo dei congressi dal 16 al 20 novembre prossimi) che cercherà di tratteggiare i confini di una nuova scienza per la riabilitazione medica.
Non sono ancora del tutto dimenticati i tempi in cui la fisiatria veniva considerata semplicemente come "il terzo tempo" della medicina (diagnosi, cura, riabilitazione). Fortunatamente, oggi gli effetti benefici della fisiatria sono noti, soprattutto in campi come quello della prevenzione e della terapia del dolore. Ora questa scienza vuole definitivamente scrollarsi di dosso l'etichetta di "medicina di ausilio", per trovarsi un nuovo posto in un'ottica di scienza globale. Un'aspirazione che si riassume tutta nella speranza di Vincenzo Saraceni, ordinario di medicina fisica e riabilitazione alla facoltà di medicina e chirurgia dell'università «La Sapienza» di Roma e uno dei due presidenti del congresso: «Spero che un giorno le Facoltà universitarie non si chiamino più solo di "medicina e chirurgia", ma di "medicina, chirurgia e riabilitazione"»
«La fisiatria ha già conquistato una nuova dignità, soprattutto da quando ha occupato il posto che era dell'ortopedia - sottolinea Marcello Celestini, direttore del dipartimento di medicina fisica e riabilitazione all'ospedale Santo Spirito Asl Roma e anche lui presidente del congresso - Mentre solo 15 anni fa spesso persino negli ospedali non si sapeva nemmeno cos'era, oggi a questa scienza vengono attribuite nuove proprietà e peculiarità. Nel dolore nocettivo, per esempio, la fisiatria può fare molto. Soprattutto perché oggi si è arrivati a concepire il dolore come un fatto non solo sensoriale, ma esperienziale. Anche per questo, quando è possibile, oggi si ricorre alla riabilitazione fisica invece che al farmaco, che spesso ha un effetto solo temporaneo».
Proprio questa nuova considerazione "globale" pone la fisiatria in un punto di vista privilegiato per una visione globale della medicina, come spiega Saraceni: «Il punto fondamentale è questo: non possiamo più pensare che l'essere vivente possa essere scomposto in parti; in compartimenti stagni. Deve esserci un approccio globale. La fisiatria è la scienza ideale per comprendere questo nuovo tipo di paradigma della complessità in medicina». E proprio il congresso di Roma è il momento prescelto da Simfer per la svolta. «Non si tratta però di uno sconvolgimento; di uno sconfessare 50 anni di storia - precisa Saraceni - Si tratta piuttosto di un approfondimento; un approfondimento necessario per rimanere al passo con le evoluzioni della scienza medica e della tecnologia».
Gia, la tecnologia. La fisiatria è l'unica branca della medicina che non si fonda sulle patologie che cura, ma sugli strumenti che usa. Per questo il terzo giorno del congresso Simfer sarà dedicato ai nuovi ritrovati medici che costituiscono il futuro di questa scienza. «Al congresso punteremo l'attenzione su strumenti innovativi come le nuove protesi e la realtà virtuale - spiega Celestini - Ma non scorderemo nemmeno campi "tradizionali" come quello delle tecnologie di supporto alla disabilità, e futuristici come la fisiatria in mancanza di gravità, che ci sarà illustrata da un astronauta. Mi piacerebbe che questo congresso si chiudesse con due obiettivi - conclude Celestini - Un nuovo punto di vista sulla fisiatria e un ammodernamento tecnologico della professione».
La Redazione di Doloredoc


