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Speciale congressi

Si chiude il Congresso Efic: «In Europa ancora troppi soffrono»

Si è conclusa a Lisbona la sesta edizione di Pain in Europe, ovvero il congresso della Efic, la sessione europea della Iasp (International association for the study of pain). Sono molti i contenuti scientifici che hanno preso vita dall’incontro delle ben 31 società scientifiche nazionali che si occupano di dolore nel Continente. I temi trattati hanno toccato la maggior parte degli aspetti più moderni e aggiornati della medicina del dolore, ma il Congresso è stato anche un momento utile per cogliere il polso delle cure palliative in Europa e lo stato dell’arte della ricerca scientifica correlata alla terapia del dolore.

A conclusione del Congresso, uno sembra essere il messaggio che traspare dalla medicina del dolore in Europa: nonostante i continui progressi nel campo farmacologico e della ricerca, nel nostro Continente ancora troppe persone continuano a soffrire, e non di rado inutilmente. Lo ha sottolineato anche un sondaggio che ha avuto ampia eco nei media europei, e che ha mostrato come il 95% dei pazienti soffra ancora di ancora di dolore da moderato a severo dopo 12 mesi dall’inizio della terapia. Non solo: il 19% dei pazienti sente addirittura più dolore rispetto al periodo in cui ha cominciato la cura, mentre solo il 12% ha avuto una prescrizione per farmaci oppioidi.

«Il dolore affligge ancora oggi 40 milioni di persone in Europa, ma la nostra medicina si sta muovendo a grandi passi, soprattutto nel campo della ricerca – ha spiegato Micheal Zenz, presidente del comitato per il programma scientifico del congresso Efic - Il congresso di Lisbona è stato un utile momento di aggregazione e approfondimento sia per la ricerca di base che per la pratica clinica. Tuttavia, è evidente che nella nostra società c’è una netta prevalenza di pazienti che soffrono di dolore cronico non controllato. Questo grave problema pubblico di sanità deve essere affrontato con urgenza. I pazienti che soffrono di dolore necessitano di essere ascoltati e valutati da personale esperto e professionale».

Fonte: Efic

A cura della Redazione di Doloredoc

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