Pareri in terapia del dolore a confronto
Prof. G. Pagliaro e Prof. A. Salvini
Nella gamma delle pratiche di gestione del dolore la meditazione è sicuramente quella che attrae maggiormente la curiosità degli psicologi, dei medici e dei sanitari in generale.
Non è così semplice trovare una definizione che sappia conciliare il rigore scientifico con la indispensabile coerenza con la saggezza spirituale da cui proviene.
In ambito sanitario la meditazione può essere definita come un addestramento alla presenza mentale che attraverso l’acquietamento della mente e un livello profondo di consapevolezza agisce sul piano fisico, energetico, psicologico e spirituale, contribuendo alla guarigione e al benessere.
Numerose sono le ricerche scientifiche che dimostrano l’efficacia della meditazione nel mantenimento della salute e nel trattamento di svariate malattie e disturbi psicologici.
Come è noto il primo studio scientifico sull’efficacia della meditazione nella cura dell’ipertensione risale al 1935, e fu condotto dalla cardiologa francese T. Brosset. Saranno però, nella metà degli anni 60 gli studi del cardiologo H. Benson e del suo gruppo della Harvard Medical School di Boston a dimostrare per la prima volta nel mondo scientifico occidentale l’efficacia della meditazione nel trattamento di molti disturbi psicologici: ansia, depressione, stress, panico, oltre che nella cura (associata alle terapie farmacologiche) di ipertensione, disturbi digestivi, patologie cardio-vascolari, colon irritabile, cefalee e dolore.
- A - Opzione scientifica che riconosce l’efficacia della meditazione nel controllo del dolore
- B - Opzione scientifica che non riconosce l’efficacia della meditazione nel controllo del dolore
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Risultato finale del sondaggio:
- A - 86,11%

- B - 13,89%

- A - 86,11%
