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  12/11/2007  


 Introduzione  Epidemiologia  Fisiopatologia  L’impatto del dolore sulla funzione fisica e affettiva
 La valutazione del dolore  Il trattamento  Il problema del sotto-trattamento  Il dolore iatrogeno  Test

IL TRATTAMENTO

Punto centrale delle recenti linee guida nel trattamento del dolore negli anziani è l'importanza della collaborazione fra diverse figure professionali, riunite in un team interdisciplinare nella gestione del dolore, così come la necessità di una valutazione 'globale' delle problematiche del paziente e di un attento follow-up per ogni paziente sintomatico con pianificazione di un programma individualizzato di trattamento.

Tale programma dovrebbe includere strategie farmacologiche e non farmacologiche di gestione del dolore. Pertanto, accanto all'approccio farmacologico dovrebbero instaurarsi strategie terapeutiche alternative che si avvalgano di trattamenti fisici, terapie cognitivo-comportamentali, supporto psico-sociale.

E' fondamentale inoltre, incoraggiare il paziente a rimanere attivo e mantenere la cura della propria persona, con l'obiettivo di assicurare il più alto livello possibile di autosufficienza. La combinazione di una terapia farmacologica con strategie non farmacologiche è in grado di consentire il controllo della sintomatologia dolorosa in oltre il 95% dei casi, relegando gli approcci più invasivi ad una minoranza di casi.
Il concetto fondamentale nella terapia farmacologica del dolore è l'individualizzazione del regime terapeutico.

(clicca sull'immagine per ottenerne l'ingrandimento)

La clinica del dolore in geriatria

Nella scelta della strategia farmacologica più appropriata è necessario far riferimento a delle regole pratiche per mirare alla efficacia del trattamento ed assicurare la migliore qualità di vita. Nel trattamento del dolore il medico deve:

  1. Scegliere l'analgesico appropriato
  2. Prescrivere la dose appropriata, iniziando il trattamento con la dose minima efficace e tenendo conto che gli anziani, a causa di una ridotta clearance hanno un fabbisogno di antidolorifici ridotto del 25% rispetto agli adulti
  3. Somministrare il farmaco per via appropriata e meno invasiva
  4. Somministrare il farmaco ad intervalli appropriati, prevenendo il dolore persistente e trattando quello intercorrente.
  5. Aumentare progressivamente il dosaggio
  6. Considerare tentativi "sequenziali" di analgesici: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto un metodo semplice e ben validato di gestione della terapia del dolore, che prevede un approccio 'graduale', partendo da farmaci quali i FANS (Step 1), passando successivamente ad oppiodi deboli (Step 2, anche in combinazione con farmaci dello Step 1) ed infine ad oppiodi forti (Step 3).
  7. Usare farmaci adiuvanti, cioè farmaci che non agiscono sulla genesi del dolore, ma sulla 'traduzione' dallo stimolo biologico alla percezione del dolore (antidepressivi, corticosteroidi, neurolettici, etc..)
  8. Iniziare con schemi semplici e con vie di somministrazione poco invasive
  9. Prevenire e trattare gli effetti collaterali, per esempio usando lassativi e/o antiemetici in associazione ad oppioidi forti
  10. Rivalutare il paziente dopo la terapia





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