IL TRATTAMENTO
Punto centrale delle recenti linee guida nel trattamento del dolore negli anziani è l'importanza della collaborazione fra diverse figure professionali, riunite in un team interdisciplinare nella gestione del dolore, così come la necessità di una valutazione 'globale' delle problematiche del paziente e di un attento follow-up per ogni paziente sintomatico con pianificazione di un programma individualizzato di trattamento.
Tale programma dovrebbe includere strategie farmacologiche e non farmacologiche di gestione del dolore. Pertanto, accanto all'approccio farmacologico dovrebbero instaurarsi strategie terapeutiche alternative che si avvalgano di trattamenti fisici, terapie cognitivo-comportamentali, supporto psico-sociale.
E' fondamentale inoltre, incoraggiare il paziente a rimanere attivo e mantenere la cura della propria persona, con l'obiettivo di assicurare il più alto livello possibile di autosufficienza. La combinazione di una terapia farmacologica con strategie non farmacologiche è in grado di consentire il controllo della sintomatologia dolorosa in oltre il 95% dei casi, relegando gli approcci più invasivi ad una minoranza di casi.
Il concetto fondamentale nella terapia farmacologica del dolore è l'individualizzazione del regime terapeutico.
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Nella scelta della strategia farmacologica più appropriata è necessario far riferimento a delle regole pratiche per mirare alla efficacia del trattamento ed assicurare la migliore qualità di vita. Nel trattamento del dolore il medico deve:
- Scegliere l'analgesico appropriato
- Prescrivere la dose appropriata, iniziando il trattamento con la dose minima efficace e tenendo conto che gli anziani, a causa di una ridotta clearance hanno un fabbisogno di antidolorifici ridotto del 25% rispetto agli adulti
- Somministrare il farmaco per via appropriata e meno invasiva
- Somministrare il farmaco ad intervalli appropriati, prevenendo il dolore persistente e trattando quello intercorrente.
- Aumentare progressivamente il dosaggio
- Considerare tentativi "sequenziali" di analgesici: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto un metodo semplice e ben validato di gestione della terapia del dolore, che prevede un approccio 'graduale', partendo da farmaci quali i FANS (Step 1), passando successivamente ad oppiodi deboli (Step 2, anche in combinazione con farmaci dello Step 1) ed infine ad oppiodi forti (Step 3).
- Usare farmaci adiuvanti, cioè farmaci che non agiscono sulla genesi del dolore, ma sulla 'traduzione' dallo stimolo biologico alla percezione del dolore (antidepressivi, corticosteroidi, neurolettici, etc..)
- Iniziare con schemi semplici e con vie di somministrazione poco invasive
- Prevenire e trattare gli effetti collaterali, per esempio usando lassativi e/o antiemetici in associazione ad oppioidi forti
- Rivalutare il paziente dopo la terapia
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