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  12/11/2007  


 Introduzione  Epidemiologia  Fisiopatologia  L’impatto del dolore sulla funzione fisica e affettiva
 La valutazione del dolore  Il trattamento  Il problema del sotto-trattamento  Il dolore iatrogeno  Test

LA VALUTAZIONE DEL DOLORE

Tuttavia, in considerazione della notevole prevalenza di problemi sociali, psicologici, affettivi, cognitivi presenti negli anziani, risulta evidente come, particolarmente in questa parte della popolazione, un approccio basato esclusivamente sulla valutazione del 'sintomo' dolore e della singola malattia risulti inadeguato, ma sia necessaria una valutazione globale di tutte le aree problematiche mediche e non del paziente.

Tale approccio, definito in geriatria 'multidimensionale', garantisce una migliore gestione e un'efficiente assistenza grazie all'utilizzo di diversi indicatori e scale di valutazione e all'integrazione di diverse figure professionali in un'unica equipe finalizzato ad identificare le priorità nella gestione del paziente anziano.

Un risposta a questa necessità di valutazione 'globale' del paziente anziano l'ha data il Minimum Data Set, uno strumento che consente di identificare e valutare l'anziano in tutte le sue aree problematiche, programmando dei piani di assistenza individualizzati sui bisogni del singolo paziente.
In studi precedenti, un'assistenza basata sull'ausilio di questo strumento ha consentito una migliore assistenza agli anziani e un notevole risparmio di risorse assistenziali.

In particolare è importante sottolineare che:
  • ogni anziano che si presenti ad un servizio sanitario dovrebbe essere attentamente valutato per la presenza di una sintomatologia dolorosa;
  • ogni tipo di dolore persistente e ricorrente, in grado di condizionare la funzione fisica o la qualità della vita, costituisce un problema importante;
  • per un’anamnesi esaustiva, si possono utilizzare anche sinonimi del termine dolore, come bruciore, fastidio, indolenzimento, senso di peso, senso di costrizione, ecc.;
  • in presenza di deficit cognitivo o di linguaggio, possono essere importanti elementi indiretti, come cambiamenti nel modo di camminare o nel comportamento (isolamento o agitazione) o il lamentarsi;
  • in presenza di deficit cognitivo o di linguaggio, è utile raccogliere notizie dal caregiver;
  • stimolare il malato e/o il suo caregiver alla stesura di un diario regolare sull’intensità del dolore, sull’uso dei farmaci, sulla risposta al trattamento e sulle attività svolte.
  • controllo regolare per la verifica di eventuali miglioramenti o peggioramenti o complicazioni.
Valutazione multidimensionale del dolore:
  • anamnesi – tra cui, sequenza temporale di comparsa e variazioni giornaliere del dolore - diagnosi, piano di cura e prognosi in funzione della patologia alla base della sintomatologia dolorosa;
  • caratteristiche del dolore: intensità, frequenza, localizzazione, fattori precipitanti e/o allevianti;
  • anamnesi farmacologica: prescrizioni pregresse e attuali di analgesici, uso di analgesici da banco, ricorso a rimedi particolari; loro efficacia ed effetti collaterali pregressi ed attuali;
  • esame neurologico e muscoloscheletrico accurati: deficit motori, iperalgesia, iperpatia, allodinia, intorpidimento, parestesie; deformazioni, segni di infiammazione, punti dolenti;
  • valutazione della funzione fisica: strumenti specifici per attività comuni e test di performance elementare;
  • valutazione della funzione psicosociale: ai fini della depressione e dei rapporti sociali;
  • valutazione quantitativa del dolore mediante scale visuo-analogiche, particolarmente utili in presenza di alterazioni del linguaggio, e mediante scale di tipo funzionale.





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