Medici italiani: «Formazione contro l’oppiofobia».
Parte il progetto Change Pain
Qualcosa è cambiato, ma c’è ancora molta strada da fare.
La detabellazione dei farmaci oppiacei è vista con favore dalla maggior parte dei medici italiani che però rimangono diffidenti sulla possibilità che la detabellazione stessa, da sola, possa cambiare radicalmente l’approccio alla cura del dolore nel nostro Paese.
Sebbene il 67,4% dei medici (sondaggio di Doloredoc) ritenga che tale norma aiuterà la riduzione dell’oppiofobia, cioè la riduzione dei timori che ancora oggi esistono nei confronti dei farmaci oppioidi, la stessa quantità di camici bianchi (65,9%) sostiene che esistano ancora barriere alla prescrizione degli stessi farmaci. Quasi la metà (44,8%), infatti, dubita che possa esserci un vero cambiamento nella quantità delle prescrizioni.
Tre sono i principali ostacoli che i medici italiani individuano per la diffusione di una corretta “cultura” sulla terapia del dolore e sulle cure palliative: barriere culturali e psicologiche, paura degli effetti collaterali e della dipendenza, scarsa formazione e informazione sul tema.
Proprio quest’ultimo aspetto è ritenuto un fattore fondamentale dai professionisti della Sanità, per garantire un adeguato trattamento del dolore. I medici, rispondendo al sondaggio, hanno espresso un forte desiderio di formazione in questo campo. Infatti, pur ritenendo di essere sufficientemente informato, il 66,3% dei medici pensa comunque di avere bisogno di un aggiornamento delle proprie conoscenze, il 18,3% ne ha una forte esigenza e solo il 15,5% ritiene le proprie conoscenze siano adeguate.
«Il progetto - afferma Giustino Varrassi, Presidente EFIC® - si prefigge di modificare l’atteggiamento culturale e assistenziale in quelle nazioni in cui, come in Italia, una nuova cultura di cura o prevenzione delle sofferenze stenta a decollare. Questo sarà fatto cercando di incidere sui due fattori cruciali: informazione e formazione ma anche stimolando la ricerca, sempre decisiva nell’influenzare i processi evolutivi che portano al miglioramento della cura di ogni patologia».
«L’obiettivo del progetto Change Pain - aggiunge Andrea Galanti, Direttore Medico Grünenthal - è quello di aumentare la sensibilità e l’attenzione sul tema dolore, attraverso la comprensione dei bisogni dei pazienti e lo sviluppo di progetti e soluzioni volti a supportare gli operatori sanitari impegnati a migliorarne la qualità della vita: attività di informazione, formazione e ricerca con l’intento di facilitare il dialogo tra medici, pazienti e istituzioni sanitarie perché un vero cambiamento può realizzarsi solo con la collaborazione di tutti gli interlocutori coinvolti».
«L’originalità del progetto formativo rivolto agli specialisti e sostenuto da Grünental, è quella di rivolgersi per la prima volta a tutti gli interlocutori che in qualche modo hanno a che fare con il problema dolore, sia per disseminare nuove conoscenze nel campo della terapia del dolore sia, soprattutto, per condividere gli obiettivi di cura - aggiunge Pierangelo Lora Aprile, responsabile area Dolore di Simg, Società Italiana di Medicina Generale - Uno specifico progetto ECM coinvolgerà i medici di famiglia con l’obiettivo di trasmettere contenuti formativi utili al superamento delle difficoltà operative e offrire un setting formativo che consenta all’acquisizione di modelli “pratici” necessari per un adeguato problem solving quotidiano sui temi del dolore.»
A cura dello Staff di Doloredoc
