Cure palliative e terapia del dolore: la nuova legge punto per punto
Tutte le iniziative e le disposizioni della legge appena approvata dal Parlamento
Con voto bipartisan e quasi all’unanimità, il Parlamento ha approvato in via definitiva lo scorso 9 marzo la legge sulle cure palliative e le terapie del dolore. Nasce così una normativa che finalmente riporta l’Italia allo stesso livello di altri Paesi europei in questo campo. A beneficiarne saranno 250mila malati terminali, di cui 11mila minori inguaribili, e qualche milione di malati cronici.
Ma la nuova legge rappresenta anche una vera e propria rivoluzione per il personale sanitario italiano. Vediamo quindi in dettaglio quali sono le numerose novità introdotte.
DOLORE IN CARTELLA CLINICA – Dal punto di vista clinico, forse l’aspetto più innovativo è l’introduzione dell’obbligo per i medici di monitorare il dolore degli assistiti nella cartella clinica. Un obbligo che va applicato a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia, e che andrà eseguito annotando osservazioni, modalità di cura ed esiti del trattamento. La misurazione del dolore e la registrazione del suo decorso diventano quindi degli esami di routine come il controllo della pressione e temperatura.
RETI DI ASSISTENZA – Per favorire la formazione dei medici e l’applicazione della nuova normativa, la rete prevede l’istituzione di due reti distinte di strutture sanitarie e professionisti: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Queste strutture metteranno in connessione diversi centri specializzati in questo tipo di cure, formando delle figure professionali specifiche, e fornendo assistenza ai medici per l’erogazione delle migliori cure ai pazienti.
PRESCRIZIONE FACILITATA – L’approvazione del Parlamento trasforma in legge il provvedimento già adottato lo scorso anno dall’ordinanza del ministero della Salute sulla prescrizione facilitata dei farmaci oppiacei non iniettabili. I medici di famiglia, quindi, potranno continuare a prescrivere questo tipo di farmaci con la semplice ricetta del servizio sanitario nazionale.
OMOGENEITA’ – Ad oggi, uno dei principali problemi del servizio sanitario nel nostro Paese è la disparità di costi e di qualità delle cure a livello territoriale. Le cure palliative e la terapia del dolore non fanno eccezione, e per evitare proprio queste disparità la legge prevede l’omogeneità delle tariffe per le cure palliative su tutto il territorio nazionale. In questo senso, le Regioni dovranno produrre periodicamente una documentazione atta a dimostrare l’effettivo rispetto della legge.
OSPEDALE SENZA DOLORE – Per rafforzare l’attività dei comitati «Ospedale senza dolore», istituiti dall’omonimo progetto del 2001, sono stati stanziati circa due milioni e mezzo di euro fino a tutto il 2011. Le risorse saranno destinate a iniziative, anche di carattere formativo e sperimentale, volte a sviluppare il coordinamento delle azioni di cura del dolore favorendone l’integrazione a livello territoriale.
INFANZIA – Con un articolo precursore rispetto alle normative del resto del mondo, la legge introduce la definizione del diritto per i pazienti minori di 18 anni di ricevere a livello domiciliare assistenza relativa alle cure palliative e alla terapia del dolore, primo provvedimento normativo di questo genere a livello mondiale.
FORMAZIONE – Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca istituirà un master per le cure palliative e la terapia del dolore.
INFORMAZIONE – Nel triennio 2010-2012 saranno promosse campagne istituzionali di comunicazione destinate a informare i cittadini sulle modalità e i criteri di accesso alle prestazioni e ai programmi di assistenza in materia di cure palliative e terapia del dolore. Le campagne avranno come fine ultimo la promozione della cultura della lotta contro il dolore e il superamento del pregiudizio sull’utilizzazione di farmaci contro di esso. Lo stanziamento complessivo per queste attività è di 200mila euro.
IL BUDGET - All’applicazione della legge è stato fissato un budget di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale.
CONTROLLO - All’interno del ministero della Salute, è istituito un ufficio per il monitoraggio dei dati relativi alla prescrizione e all’utilizzazione di farmaci nella terapia del dolore, dello sviluppo delle due reti e del loro stato di avanzamento, delle attività di formazione, informazione e ricerca e più in generale delle prestazioni erogate e dei loro esiti. Saranno controllati anche i livelli di spesa per Regione in attuazione della legge, con possibilità di interruzione dei fondi in caso di inadempienza.
Fanelli: «Una legge all’avanguardia per medici e pazienti»
Intervista al prof. Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale cure palliative e terapia del dolore
La recente approvazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore promette di essere una vera chiave di volta per i malati terminali e i pazienti con dolore cronico in Italia.
Ma quali saranno le ricadute pratiche della nuova normativa nelle corsie italiane?
Quali i nuovi aspetti e diritti? Lo abbiamo chiesto al professor Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale cure palliative e terapia del dolore.
Professor Fanelli, cosa cambia con l’approvazione della legge nella pratica clinica dei medici italiani?
«Per gli specialisti ora c’è l’obbligo di scrivere in cartella clinica quanto dolore prova il paziente, che farmaci vengono impiegati, che tecniche si stanno utilizzando e soprattutto il risultato delle cure. Dunque in ogni ospedale d’Italia, ogni medico e infermiere dovrà obbligatoriamente scrivere in cartella clinica il monitoraggio del dolore, e se non lo farà potrà essere esposto a iniziative rivendicative da parte del paziente. Questo segna il passaggio della concezione del dolore non più solo come sintomo ma come malattia»
E per i medici di medicina generale?
«Per i medici di famiglia è molto importante l’istituzione di due reti: una per la terapia del dolore e l’altra per le cure palliative. Queste due reti, organizzate a livello nazionale regionale e locale, saranno ben distinte e con una gestione separata per dare una risposta organizzata e efficace al paziente in preda al dolore»
Ma chi sorveglierà sull’effettiva applicazione della legge?
«Ci sarà un monitoraggio tramite un ufficio interno al ministero della Salute, che terrà sotto controllo l’applicazione della legge da parte delle Regioni. Queste ultime dovranno fornire una documentazione che attesti l’applicazione delle nuove norme, e quelle inadempienti potrebbero vedere decurtati i finanziamenti statali nell’ambito specifico».
Questa legge ratifica anche la precedente ordinanza ministeriale sulla prescrizione semplificata dei farmaci oppiacei: qual è fin qui il bilancio?
«Di fatto è da giugno dell’anno scorso che siamo in regime di semplificazione di prescrizione degli oppiacei: cioè non è più necessaria la triplice copia per le ricette dei farmaci oppiacei non iniettabili. Spiace dire che i dati di mercato mostrano che non c’è stato finora un aumento significativo delle prescrizioni, e questo è dovuto in larga parte alla mancata comunicazione e divulgazione delle nuove normative; tanto che ancora oggi molti medici non sanno che possono prescrivere liberamente».
Quindi la divulgazione diventa fondamentale...
«Il prossimo passo sarà proprio rendere visibili ai medici ma soprattutto ai cittadini i loro nuovi diritti. Saranno infatti i pazienti le vere sentinelle di questa legge. D’altronde, si tratta di una normativa che riguarda milioni di persone sul territorio nazionale: diciamo almeno il 20% della popolazione. La divulgazione è dunque fondamentale, e infatti la legge ha stanziato alcune centinaia di migliaia di euro proprio a questo scopo».
E per la formazione dei medici, cosa è stato previsto?
«La formazione per il personale medico è già fornita dalla Scuola di specializzazione in anestesia e rianimazione. É vero che purtroppo i palliativisti non hanno ancora una scuola di specializzazione, ma il ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha già previsto di istituire un master dedicato».
La legge ha anche introdotto un capitolo dedicato alle cure palliative e terapia del dolore in pediatria...
«Questa è la prima legislazione non solo d’Europa, ma forse del mondo, che garantisce la tutela e il diritto dei bambini di diverse fasce d’età all’assistenza domiciliare per le cure palliative e la terapia del dolore. Un aspetto straordinario, che nessun altro Paese al mondo oggi ha».
Ad oggi, però, in Italia è soprattutto lo scarto nell’assistenza tra diverse Regioni a farsi notare.
«L’uniformità del territorio è un aspetto fondamentale. Ricordo che proprio ieri il senatore Antonio Tommasini, presidente della commissione Sanità del Senato, ha posto come punto fondamentale del suo intervento politico l’omogeneizzazione del territorio dal punto di vista delle tariffe per le cure palliative, al fine di garantire a tutti i cittadini italiani su tutto il territorio nazionale lo stesso trattamento».
Cricelli: «Per i camici bianchi una vera liberazione»
Il presidente della Simg commenta la nuova normativa dal punto di vista dei medici.
Se la nuova legge su terapia del dolore e cure palliative rappresenta un vero passo in avanti per molti pazienti italiani, anche per i medici la nuova normativa impone trasformazioni e cambiamenti.
Come si pongono i camici bianchi di fronte al nuovo quadro normativo?
Lo abbiamo chiesto a Claudio Cricelli, presidente della Società italiana medicina generale (Simg).
Dottor Cricelli, cosa rappresenta questa legge per i medici italiani?
«Sicuramente una buona occasione per familiarizzarsi con terapie delle quali si era in parte persa l’abitudine, e poi per riprendere un percorso terapeutico e la conoscenza di alcuni farmaci che negli ultimi venti o trent’anni venivano guardati con sospetto e poco prescritti. Penso ai farmaci oppiacei o alle più recenti tecniche di trattamento del dolore».
É quindi anche un cambiamento culturale...
«Certo. Questa legge rappresenta anche un’eccellente occasione per capire il cambiamento nella cultura del dolore. Molti medici si erano fermati a quella visione del dolore inevitabile che era tipica degli anni ‘70, e si risvegliano oggi in una cultura dove non solo il dolore è visto come evitabile, ma anche e soprattutto come assolutamente da evitare».
Questa legge però introduce anche nuovi compiti e responsabilità per i medici
«Ma non è vista come un ulteriore carico di lavoro. Oggi gran parte dei medici di famiglia sono già abituati a fare molte cose che la legge prevede. Ciò che invece si è avviato è un cammino verso un impiego sempre più sofisticato delle tecniche di terapia domiciliare e delle forme di lavoro in unità complesse di cura».
Nessuna perplessità, dunque, sulle nuove disposizioni?
«A far paura non è il cambiamento. Piuttosto faceva paura il clima moralistico che circondava, fino a poco tempo fa, la prescrizione di farmaci contro il dolore. Il medico a volte temeva di poter essere considerato addirittura penalmente perseguibile se trattava adeguatamente una persona affetta da dolore cronico. Scomparsa questa mentalità… è una bella liberazione».
Ma i medici sono pronti a recepire e attuare il cambiamento?
«La legge arriva a compimento di un percorso che è già iniziato da alcuni anni, di cui questo provvedimento è un ulteriore punto fermo. Un percorso iniziato con la depenalizzazione della prescrizione degli oppiacei, con la modifica delle tabelle dei farmaci… La nuova legge è davvero importante, ma non pensiamo che arrivi come un cambiamento di punto in bianco. É un ulteriore passo avanti che contribuisce a far chiarezza e a mettere a disposizione dei medici di nuovi strumenti».
Sta pensando all’istituzioni delle due reti su cure palliative e terapia del dolore?
«Queste reti rispondono all’esigenza di integrazione tra specialisti e medici di medicina generale. Sono state pensate fin dal primo momento come non separabili e integrate fra medicina generale e specialistica. Al loro interno saranno attivate procedure che da una parte porteranno informazione e supporto ai medici di famiglia, e dall’altra erogheranno prestazioni d’intesa con le strutture specialistiche di terapia del dolore e di trattamento palliativo e di fine vita».
E la formazione del personale?
« Nella legge sono allocate già alcune risorse per cominciare un percorso di formazione dei medici. Noi siamo già coinvolti in alcuni progetti, che stanno già per cominciare in alcune regioni. É chiaro che per coinvolgere gran parte dei medici in questo percorso e informare tutti i cittadini serviranno altre risorse, ma dobbiamo anche dire che su quest’avanzamento dei diritti civili ci aspettiamo anche una grossa collaborazione da parte dei media, della stampa, e dai movimenti di opinione».
Leggi il testo completo della Legge
Consulta il testo completo della nuova Legge sulle cure palliative, pubblicato all’interno della sezione leggi e decreti di Doloredoc.
Il punto di vista dell’industria: per i medici italiani in arrivo «Misuradolore»
Grünenthal, in collaborazione con Simg e Efic, mette a disposizione dei medici un nuovo strumento.
Con l’introduzione dell’obbligo della misurazione del dolore, i medici di tutta Italia saranno chiamati a introdurre un nuovo parametro nella loro cartella clinica. Per questo Grünenthal, in collaborazione SIMG e EFIC ha preparato il misuradolore: un nuovo strumento al servizio dei medici italiani per tenere sotto controllo il dolore dei propri pazienti.
Visita l’area Grünenthal per saperne di più.
A cura della Redazione di Doloredoc
