Scopo della metodica
Lo scopo è quello di far raggiungere un determinato farmaco (suo principio attivo), a concentrazione controllata, su un segmento anatomico, oggetto di terapia.
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Nello studio dei farmaci che possono essere somministrati per mezzo della iontoforesi (Tabella 1), prendiamo in considerazione per esempio il cortisone.
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Questa molecola di piccole dimensioni è del tutto apolare, quindi priva di carica elettrica. Poiché avvenga il passaggio del principio attivo attraverso la cute integra è necessario utilizzare una molecola dotata di una certa polarità, perché altrimenti, all’attivazione del campo elettrico non si otterrebbe alcun passaggio, e l’effetto farmacologico sarebbe di conseguenza nullo.
Ecco perché si utilizza contemporaneamente un anestetico come la lidocaina cloridrato al 4 %, dotata di un’elevata capacità cationica, che agisce come "carrier" per il cortisone allo interno di cute e strati sottostanti.
Fin dall’inizio dell’uso dei farmaci, il GOAL di ogni terapista è stato quello di poter somministrare sostanze medicamentose nelle quantità terapeutiche desiderate e solo a livello della parte anatomica oggetto delle terapie. Per tale motivo la ricerca si è sempre orientata verso cure farmacologiche meno dannose dal punto di vista sistemico e più mirate verso aree interessate alle diverse patologie.
La iontoforesi da qualche anno sta dando risposte positive in tal senso, in quanto lo scopo principale di questa tecnica non invasiva è quello di veicolare il principio attivo di un determinato farmaco, a concentrazione controllata, sul sito algico da trattare.
