Vie di assorbimento percutaneo
La penetrazione di una preparazione topica applicata sulla cute può avvenire attraverso gli annessi ghiandolari (apparato pilosebaceo e ghiandole eccrine) e per via transepidermica (attraverso un percorso intercellulare e/o transcellulare).
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Le ghiandole eccrine hanno un’importanza minima per l’assorbimento, infatti ricoprono meno dello 0,1% della superficie corporea e presentano un rivestimento che è scarsamente permeabile.
In ogni caso esse possono rappresentare una via di assorbimento marginale solamente per sostanze molto idrosolubili.
L’apparato pilosebaceo, che include le ghiandole sebacee ed i follicoli piliferi, rappresenta un’utile e rapida via di assorbimento per molecole liposolubili di grandi dimensioni, quali ad esempio gli steroidi.
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Tuttavia, anche in questo caso la superficie di assorbimento è relativamente piccola, infatti, solo lo 0,1-0,5% della superficie corporea è occupata da queste strutture. Durante questa fase si osserva un periodo di latenza in cui il farmaco entra in equilibrio con l’epidermide con una cinetica di primo ordine. Dopo il raggiungimento dell’equilibrio farmaco-epidermide, comincia un flusso costante di penetrazione la cui entità è proporzionale alla concentrazione del farmaco. A questo punto la via transepidermica diventa la tappa dominante dell’assorbimento percutaneo e l’assorbimento attraverso l’apparato pilosebaceo rimane responsabile solo di una piccola frazione dell’assorbimento cutaneo.
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Nella penetrazione transepidermica il superamento della barriera cornea può avvenire per via intercellulare e intracellulare. Alla via intercellulare è stato attribuito finora un ruolo secondario, ma si è visto che essa rappresenta la via di penetrazione preferenziale per i composti polari ad alto peso molecolare (PM>2000 Da).
Il vantaggio della via intercellulare rispetto a quella transcellulare consiste nel fatto che la sostanza si troverebbe di fronte a un mezzo omogeneo dal punto di vista della composizione chimica. Oltre a ciò, è praticamente nulla la possibilità che la sostanza venga metabolizzata, dal momento che la maggior parte degli enzimi è localizzata all’interno della cellula.
La maggior parte delle sostanze esogene, a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche, e soprattutto in base alla solubilità e alle dimensioni molecolari, attraversano la cute penetrando direttamente all’interno dei corneociti. La penetrazione transcellulare diretta consiste nel passaggio della molecola dapprima attraverso la parete cellulare del corneocita, che proprio per le sue caratteristiche strutturali è uno degli ostacoli principali, e successivamente nella migrazione delle molecole polari verso le zone acquose del corneocita e delle molecole liofile verso le zone a maggior contenuto lipidico. E’ evidente che l’intero processo si basa sul principio di diffusione passiva.
Studiando le condizioni che favoriscono il passaggio transcellulare, si è visto che un basso peso molecolare (PM<2000 Da) ed una sufficiente solubilità nei lipidi e nell’acqua garantiscono l’assorbimento delle sostanze applicate sulla cute.
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