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Home : Editoriali : Attualità Sanitaria

Linee guida sul dolore oncologico

Data aggiornamento: 21/10/2009

Il dolore da cancro è forse uno dei più gravi e, tra quelli cronici, tra i più diffusi oggi nel mondo e nel nostro Paese. La sua gestione, quindi, è un argomento che si sta facendo sempre più importante tra le corsie degli ospedali e delle cliniche italiane.

Per questo, la produzione di linee guida sulla «Terapia del dolore in oncologia» è un’esigenza che negli ultimi anni si è fatta via via più stringente, e a cui finalmente ha dato una risposta l’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), che ha incaricato un gruppo di esperti di elaborare un documento di indirizzo. Dopo sei mesi di lavoro, i risultati sono stati pubblicati e resi noti al recente congresso dell’associazione.

LINEE GUIDA - «Il nostro è un documento dal taglio prettamente scientifico – ha spiegato il dottor Marco Maltoni, direttore dell'U.O. Cure Palliative-Hospice dell'Ausl di Forlì, a capo del team multidisciplinare incaricato di stilare le linee guida - Abbiamo consultato l'intera letteratura disponibile sull'argomento per capire quali interventi farmacologici e organizzativi (ad esempio la collaborazione fra oncologia medica e cure palliative) siano più utili per controllare il dolore. La nostra impostazione è stata sempre volta a considerare le cure palliative e il trattamento del dolore oncologico non come strumenti da attivare nella fase avanzata della malattia ma sin dall'inizio, secondo il concetto di cure simultanee, in base al quale il tumore e le problematiche soggettive in termini di dolore che esso comporta vanno affrontati contemporaneamente».

INDIVIDUALITÀ - «Problematiche soggettive», appunto. É vero che il dolore è un fenomeno molto personale, spesso difficile da «incasellare» in parametri oggettivi. Ma il dolore oncologico è ancora diverso dagli altri, come conferma lo stesso Maltoni: «La sua cifra distintiva è la globalità: si tratta di un dolore psicologico, fisico, persino spirituale - illustra il direttore - è per tale motivo che occorrono una valutazione e un approccio multidisciplinari, ponendo l'attenzione all'ascolto e alla soluzione delle diverse sfaccettature che causano la sofferenza del malato oncologico e della sua famiglia Sono necessari, quindi, coordinamento e stretta integrazione tra i diversi attori che intervengono nella presa in carico del malato: medico di famiglia, oncologo medico, medico palliativista».

FARMACI - Per quanto riguarda le indicazioni farmacologiche contenute nelle linee guida, «c'è sostanzialmente - rivela il dottor Maltoni - la conferma dell'utilizzo degli oppiodi, per i quali la legge prevede ora una prescrizione semplificata. Nel 90% dei casi è quindi ora sufficiente la normale ricetta». Le linee guida comunque aprono anche la strada a nuovi farmaci, come quelli per la ricalcificazione ossea o gli anticorpi monoclonali anti-fattore di crescita nervoso.

SEGNALI - La pubblicazione di queste linee guida è un altro di quei forti segnali che stanno caratterizzando un ritorno di interesse per il tema del dolore e delle cure palliative in Italia. Dopo la nuova normativa sulle prescrizioni mediche per antidolorifici e il sempre acceso dibattito sul testamento biologico, la pubblicazione di un’«opera omnia» di indirizzo per gli oncologi italiani può rappresentare un deciso passo di svolta nel trattamento clinico del dolore, portando maggiore coerenza e più attenzione sul tema del dolore.

A cura dello Staff di Doloredoc

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