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15/07/2010 |
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Usa: fuori gli scienziati privati dall’Ecm, scoppia la polemica |
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Giro di vite in America per quanto riguarda l’accreditamento di corsi di formazione per medici. L’ Accreditation council for continuing medical education (Accme) ha infatti annunciato un nuovo regolamento che impedisce di ottenere crediti Ecm per presentazioni o meeting tenuti da medici e ricercatori dipendenti dell’industria farmaceutica. Il criterio è sempre quello di limitare al massimo possibili conflitti di interesse.
Il divieto ha scatenato un imponente massa di critiche, partite anche e soprattutto dalle figure di spicco della sanità americana. «É una misura che toglie il fiato e che mira ad uccidere una delle più importanti fonti di ricerca medica: la scienza del settore privato», ha affermato un alterato Francis Collins, direttore del National Institutes of Health. «I critici, se non in rare eccezioni, non hanno mai contribuito allo sviluppo dell’educazione e dell’innovazione - ha commentato con una punta di scherno Tom Stossel, professore all’Harvard Medical School – Si tratta, peraltro, di una misura iniqua, perché esclude gli oratori a favore delle farmaceutiche ma ammette quelli contro il settore privato».
A seguito degli attacchi, l’Accme ha deciso di fornire un’interpretazione più morbida al nuovo regolamento. Pare che a spingere verso questa revisione siano state anche le pressioni dell’American heart association, il cui congresso – che si terrà a novembre – prevede nel programma interventi, appunto, di dipendenti di istituti privati e case farmaceutiche. Il collegio responsabile della formazione medica ha quindi fatto sapere sul suo sito internet che tali rappresentanti possono in realtà partecipare come oratori ai corsi Ecm, ma sempre se il provider o l’organizzatore dell’evento fa da garante diretto dei contenuti scientifici dell’evento, preservandone l’integrità.
Fonte: MedNews
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15/07/2010 |
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Corsi di formazione, in quali casi si paga l’Iva? |
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Iva o non Iva? Da tempo la normativa fiscale attorno ai corsi di formazione in medicina non è chiara. L’agenzia delle Entrate è intervenuta con molte risoluzioni a proposito del trattamento agli effetti dell’Iva dell’attività di formazione e aggiornamento, regolata sia dall’articolo 10, punto 20, del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, sia, per quanto riguarda gli enti pubblici in generale, dall’articolo 14, comma 10, della legge 537/1993. Eppure, ancora oggi molti dubbi rimangono, soprattutto per quanto riguarda la formazione «passiva», cioè nei casi in cui le aziende si trovino a corrispondere compensi a soggetti terzi per la formazione dei propri dipendenti.
«Acquistare» formazione non sembra infatti un comportamento che, tecnicamente, rientra nelle esenzioni specificate nella legge del ’72. A salvare le tasche delle aziende, però, c’è la legge del ’93, che stabilisce come il costo sostenuto da un ente pubblico per la partecipazione a corsi per i propri dipendenti da chiunque organizzati è sempre esente da Iva. Tutto chiaro e senza Iva, quindi? No, perché qualche dubbio permane nel caso in cui i corsi, anziché essere riservati esclusivamente al personale dipendente, siano aperti anche a terzi, o se siano tenuti da liberi professionisti.
Ci vogliono occhi esperti e mente allenata per leggere tra le righe delle leggi le norme da seguire in questi casi specifici. Alla fine, pero, assicurano gli esperti, la quadratura del cerchio sembra essere, tutto sommato, semplice. Considerate tutte le indicazioni di legge si può affermare che il riconoscimento di un corso da parte della Regione o del ministero della Sanità (o eventualmente, in relazione ai contenuti, anche da parte di una diversa pubblica amministrazioneo Ente pubblico a cui siano stati delegati poteri specifici) sia l’unica condizione da soddisfare per non assoggettare a imposta le quote di partecipazione.
Fonte: Sanità de Il Sole 24 Ore
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15/07/2010 |
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Sicilia, nuove regole per corsi ed albo provider |
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La Sicilia vara nuove norme per i corsi di formazione di operatori socio-sanitari. Con un decreto preparato dal dipartimento Attività sanitarie dell'assessorato, la Regione ha stabilito che i corsi potranno essere avviati dalle aziende del servizio sanitario regionale, dal Cefpas di Caltanissetta (ente strumentale della Regione) e dagli enti di formazione - pubblici e privati - che si registreranno presso il ministero della Salute come organizzatori di corsi Ecm (educazione continua in medicina) e saranno accreditati all'assessorato regionale del Lavoro secondo la normativa vigente.
Agli enti sarà consentito di associarsi o consorziarsi, e l’autorizzazione ad avviare corsi di formazione sarà assegnata dall’assessorato, se tutte le carte saranno in regola. Il decreto specifica che l'assessorato regionale della Salute, con successivo provvedimento, procederà all’emanazione del regolamento di attuazione dei corsi oltre che dei bandi di partecipazione su base provinciale. Sarà anche istituito un albo degli enti accreditati a svolgere attività di formazione che verrà aggiornato periodicamente e che sarà pubblicato sul sito internet dell'assessorato della Salute.
Fonte: Saluteme
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30/04/2010 |
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La nuova Ecm diventa anche residenziale |
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Al via la seconda fase della rivoluzione Ecm. Sabato primo maggio partiranno i primi corsi residenziali che dovranno rispettare le nuove norme sulla formazione continua in medicina. Finora, infatti, le direttive erano state applicate solo a eventi di formazione a distanza (Fad). Tuttavia, l’applicazione delle nuove norme non è ancora del tutto vincolante.
«La data di partenza è fissata per il primo maggio ma ci siamo preoccupati di creare un “cuscinetto” - spiega Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e vicepresidente della Commissione ministeriale sull'Ecm - Stiamo infatti lavorando a una fase intermedia per gestire gli eventi già accreditati con le vecchie regole. Queste deroghe potranno valere per l'anno in corso, dopodiché tutto il sistema dovrà funzionare a regime».
Intanto, arrivano nuovi dettagli sull’accreditamento e controllo dei provider, su pubblicità, sponsorizzazione e conflitto di interessi. In primo luogo, è stato stabilito che l'ente accreditante, entro sei mesi dalla domanda, verifichi l'idoneità della documentazione e l'attività Ecm svolta dal provider, effettuando visite in loco per accertare la corrispondenza dei requisiti. Previsto inoltre il costante aggiornamento dell'Albo nazionale dei provider Ecm, con possibilità, da parte dell’ente accreditante, di ammonire, sospendere e revocare l'accreditamento.
Per quanto riguarda la pubblicità, invece, il regolamento della Commissione stabilisce che attività promozionali di qualsiasi genere (inclusi quindi pasti, attività sociali e altro) non debbano interferire né disturbare sotto qualsiasi forma l'attività Ecm. La pubblicità di prodotti di interesse sanitario è vietata nelle sedi di attività Ecm, mentre è consentita in sedi adiacenti. Se un soggetto privato finanzia il corso, il suo nome può essere riportato, pur in maniera discreta, nell'ultima pagina di depliant e dei programmi.
Molto rigida anche la normativa riguardo al conflitto di interessi. Nessun soggetto che produce, distribuisce, commercializza e pubblicizza prodotti farmaceutici, omeopatici, fitoterapici, dietetici, dispositivi e strumenti medici, potrà organizzare e gestire, direttamente o indirettamente, eventi e programmi Ecm. Non potranno esserci, inoltre, interferenze dello sponsor nel reclutamento dei partecipanti.
Fonte: AdnKronos
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30/04/2010 |
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Federcongressi: «Nuova Ecm mette a rischio le aziende» |
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«Queste nuove disposizioni sono penalizzanti nei confronti degli sponsor commerciali. Mettono a rischio i congressi medici e penalizzano l'intera filiera della meeting industry, mettendo a rischio di sopravvivenza soprattutto le numerose aziende di dimensioni medio-piccole che operano prevalentemente nel settore medico-scientifico». Arriva dal presidente di Federcongressi Paolo Zona il primo vero attacco al nuovo sistema di formazione continua in medicina. Ed è un attacco non di poco conto, specie alla vigilia dell’applicazione delle nuove norme in ambito residenziale.
Le preoccupazioni di Federcongressi riguardo il contraccolpo che queste nuove regole avranno sull'intero settore della meeting industry hanno trovato posto in una lettera che Zona ha inviato al ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. «La prevista destituzione dello sponsor commerciale da ogni funzione imprenditoriale e di immagine - si legge nella lettera - non contrasta soltanto con l'evidenza storica dell'organizzazione degli eventi ma, molto più gravemente, porta inesorabilmente al blocco di quegli investimenti etici e trasparenti che avranno drammatica ripercussione sia sulla qualità sia sulla quantità dell'attività formativa e congressuale».
Un danno economico che, secondo Zona, potrebbe presto espandersi e raggiungere dimensioni preoccupanti. «L'interruzione di queste attività – ha scritto il presidente di Federcongressi - non riguarderà solo gli incontri educazionali-formativi disseminati su tutto il territorio nazionale ma, in scala geometrica, coinvolgerà il congressuale nazionale e internazionale, penalizzando quindi l'intera filiera della meeting industry e mettendo a rischio di sopravvivenza soprattutto le numerose aziende di dimensioni medio-piccole che operano prevalentemente nel settore medico-scientifico»
«Mi sembra una preoccupazione esagerata e una visione eccessivamente commerciale – ha parato il colpo il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e vicepresidente della Commissione ministeriale sull'Ecm, Amedeo Bianco - Abbiamo cercato di rendere il sistema più trasparente. D'altronde in un settore così delicato l'attenzione deve essere salvaguardata. Dovevamo scegliere tra un sistema con poche regole ma chiuso e uno con più regole ma aperto. Stiamo comunque parlando di regole sopportabili che non penalizzano il sistema».
Fonte: AdnKronos
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30/04/2010 |
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Ecm su iPad: nascono le prime applicazioni. Freddi i medici |
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Più praticità, meno hi-tech. I medici americani sembrano più affamati di conoscenza che di nuove tecnologie. L’iPad, il nuovo tablet della Apple, potrebbe rappresentare uno strumento di aggiornamento per i medici, che potrebbero usarlo per connettersi a corsi, notizie e contenuti. Tuttavia, in un sondaggio svolto dalla società Epocrates su 350 medici americani, è risultato che solo il 20% di loro lo acquisterebbe per la formazione continua.
nostante questo, però, sono già diverse le aziende d’Oltreoceano che stanno investendo su applicazioni per la formazione continua in medicina e compatibili con il tablet di Steve Jobs. In effetti, nonostante le percentuali raccolte dal sondaggio siano basse, sono comunque sufficienti a far intravedere un nuovo mercato in espansione. Il 9% degli intervistati, infatti, ha fatto sapere di voler comprare un iPad al più presto, mentre il 13% sta pensando di farlo entro l’anno. Bisognerà poi vedere se useranno i tablet per tenersi aggiornati sulle ultime novità della loro professione.
Fonte: PharmaKronos
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30/03/2010 |
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La nuova Sanità di Obama farà crescere la formazione in medicina |
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La riforma della Sanità americana fortemente voluta da Barack Obama e da lui firmata lo scorso 23 marzo è destinata a introdurre grandi cambiamenti nel settore della salute Usa. Anche il sistema di formazione dei medici potrebbe esserne influenzato? A questa domanda ha cercato di dare una risposta Thomas Sullivan, presidente e fondatore della Rockpointe corporation, una compagnia che fornisce appunto corsi Ecm e con sede a Columbia.
«I finanziamenti per la formazione dovranno fornire un’apposita documentazione e un rapporto se richiesti da un operatore singolo o da un ospedale che fornisce anche servizi educazionali» fa notare Sullivan, che comunque pone l’accento sul fatto che la riforma potrebbe dare un nuovo impulso alla formazione medica professionale.
«La nuova legge è un buon punto di partenza – spiega Sullivan - Dopotutto, credo che essa porterà ad una maggiore richiesta di formazione in medicina. In particolare per gli assistenti e per i gli infermieri. Questo perché alcuni aspetti della legge, come quello che richiede di incrementare il rimborso per i pazienti coperti dal programma Medicaid fino al livello dato ai pazienti Medicare, teoricamente dovrebbero portare ad un incremento delle cure primarie. Tale incremento, unito all’insufficiente numero di medici di famiglia oggi attivi in America, dovrebbe far crescere il ruolo e i compiti di assistenti e infermieri, aumentandone quindi la richiesta di formazione».
Fonte: Medical Meetings
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30/03/2010 |
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Corsi Ecm sponsorizzati, i medici Usa assicurano: «Senza bias» |
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I corsi Ecm organizzati dalle industrie farmaceutiche? Sono privi di contenuti che possano influenzare commercialmente i medici. Sono gli stessi camici bianchi a dirlo, in due studi apparsi sulla rivista Journal of academic medicine che colmano così una lacuna da tempo presente nel sempre vivo dibattito sui corsi di formazioni con sponsor commerciale: le impressioni degli utenti. E, non senza sorpresa, entrambi gli studi sembrano dimostrare l’assenza di un vero collegamento tra questo tipo di corsi e bias nell’informazione fornita.
Ricercatori del Cleveland clinic's center for continuing education (Cce) hanno esaminato l’opinione dei medici che avevano partecipato a 197 corsi di formazione sponsorizzati – sia on-line che dal vivo – durante il 2007. Ne è risultato che, dal 97,3% al 99,2% dei medici, hanno affermato di aver trovato la formazione «soddisfacente e priva di bias commerciali».
I corsi con un solo sponsor, poi, hanno ottenuto percentuali di insoddisfazione ancora più basse.
All’università della California con sede a San Francisco, invece, un team di ricercatori ha indagato sulle attività di formazione svolte in 213 eventi dal vivo (nessuno dei quali a mono-sponsor) nell’arco di due anni. Il basso tasso di bias rilevato è risultato costante per tutti i tipi di corso e indipendentemente dal numero di sponsor coinvolti. Tuttavia, i ricercatori californiani hanno rilevato che il rispetto degli standard di qualità per il supporto commerciale ai corsi di formazione può limitare i bias, ma non può eliminarli del tutto.
«Il tema dei corsi sponsorizzati di formazione per medici è stato caldamente dibattuto negli ultimi anni – commenta Steven Kawczak, direttore associato del centro di Cleveland – Questo studio darà senz’altro il suo contributo ad una discussione più pacata e razionale. Anche se c’è da dire che si concentra su soli tre provider su circa 700: ora dobbiamo cercare di raggranellare più informazioni possibili su tutti i provider in circolazione per avere un quadro più certo».
Fonte: Eurekalert
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| Data: |
30/03/2010 |
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Linetti, Commissione Ecm: «In arrivo primi provider accreditati» |
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«Uno strumento per migliorare l’esercizio delle varie professioni sanitarie in funzione del paziente». Così Maria Linetti, direttrice della Commissione nazionale Ecm, ha definito la formazione continua in medicina durante un incontro sulla «nuova Ecm». «In Italia – ha sostenuto la Linetti - abbiamo creato un sistema che non nasce come strumento burocratico ma per regolamentare, attraverso regole certe, l’aggiornamento culturale degli operatori sanitari. Abbiamo portato ad aggiornarsi dodici milioni di professionisti della salute organizzando 500mila eventi formativi. Un sistema che non ha eguali al mondo e che viene visto con ammirazione».
Un processo di trasformazione che è ancora in corso, come conferma la stessa Linetti, annunciando che nelle prossime settimane i primi 20-30 provider dei 200 che hanno richiesto l’accreditamento otterranno l’autorizzazione a rilasciare per i propri eventi crediti formativi. Per quanto riguarda i provider accreditati dalla Commissione per la FAD, dovranno semplicemente comunicare l’intenzione di organizzare anche eventi residenziali. Confermata poi, almeno per tutto il 2010, la possibilità per i provider già autorizzati nella fase sperimentale di continuare ad organizzare eventi formativi.
Ancora aperta, invece, la questione delle sanzioni per chi non si aggiorna. La Linetti ha confermato che se ne sta parlando, ma che in questi anni non si è voluto sanzionare coloro che non ottengono i crediti necessari preferendo lavorare sulla sensibilizzazione dei professionisti verso la necessità di aggiornamento. «Introdurre sanzioni è come ammettere di aver perso – ha spiegato la direttrice - di non essere riusciti a creare quella cultura verso l’aggiornamento professionale che nei medici è anche un dettato deontologico».
La direttrice della Commissione Ecm non esclude, però, che in futuro si potrà pensare a dei «premi» per chi si comporterà correttamente.
Per quanto riguarda la defiscalizzazione dell’aggiornamento per i liberi professionisti, gli esperti del Ministero hanno confermato come le richieste ai ministeri competenti siano state inviate ma al momento non sono pervenute risposte.
Fonte: Il Dentale
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| Data: |
01/02/2010 |
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Tutor in Ecm, la Commissione cambia le regole |
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Cambiano le regole per gli operatori sanitari che fanno da tutor nell’Ecm. É stata infatti modificata la disciplina relativa all’attribuzione dei crediti formativi da riconoscere agli operatori sanitari che svolgono attività di tutoraggio. Lo ha reso noto la Commissione nazionale Ecm, che corregge così una precedente determinazione del 29 marzo 2008. La registrazione dei crediti conseguiti con attività di tutoraggio, viene spiegato, avverrà a cura di ordini e collegi professionali che provvederanno all’inserimento nel sistema informatico dei relativi accreditamenti.
«Agli operatori sanitari – scrive in una nota la Commissione - che svolgono attività di tutor in attività riconosciute dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, docenti tutor che ospitano colleghi in formazione, tutor valutatori degli operatori che devono sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione, sono riconosciuti quattro crediti per mese di tutorato fino ad un limite massimo della metà dei crediti previsti per il triennio di riferimento, entro il quale ricomprendere anche i crediti ottenuti con attività di docenza».
Per quanto riguarda i corsi universitari, o organizzati dagli Ordini, per acquisire la qualifica di tutor, la Commissione precisa che «dovrà essere richiesto l’accreditamento attraverso il sistema Ecm e pertanto gli operatori che vi partecipano riceveranno i crediti assegnati dal sistema con le medesime modalità degli eventi formativi».
Fonte: Il Dentale
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| Data: |
01/02/2010 |
| Titolo: |
Sanzioni e norme per i provider in arrivo per la nuova Ecm |
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Anche l’ultimo tassello ha preso posto: ora la nuova Ecm è davvero completa e pronta a partire. Dopo diversi mesi di limature e aggiustamenti, infatti, la Commissione nazionale ha approvato due documenti: un «manuale» per i provider e la normativa sulle sanzioni, già alla firma del ministro della Salute Ferruccio Fazio. Due documentazioni che permettono di ripartire dalle nuove linee previste e approvate a novembre scorso dalla Conferenza Stato-Regioni.
Scendendo nel particolare, si tratta, nel primo caso, di un regolamento applicativo della nuova fase dell'aggiornamento obbligatorio degli operatori sanitari. É questo forse il vero cuore della riforma del sistema dell’Ecm che, come oramai è noto, fa perno sullo spostamento dell’accreditamento dall’evento ai provider, cioè su chi organizza e procura il corso di formazione. Il regolamento appena approvato offre dettagliatissime indicazioni su «come, chi e dove» deve fornire formazione continua, guidando i provider attraverso tutte le procedure previste. Si tratta di un documento comunque da aggiornare sulla base dell’esperienza.
Per quanto riguarda le sanzioni, erano l’altro punto delicato del sistema, dal momento che in molti avevano fatto notare che il nuovo corso non sembrava prevederne, minandone così la credibilità e l’efficacia. Questo documento approvato dalla Commissione, però, promette di fugare ogni dubbio, indicando casi e misure sanzionatorie da applicare a violazioni lievi, gravi o molto gravi.
La Commissione nazionale ha prodotto anche due documenti specifici: uno per la formazione sul campo, l'altro sui criteri per l'assegnazione dei crediti. Ora l’attenzione si sposta sugli incontri con le parti sociali. Al centro del tavolo di discussione, gli incentivi da mettere in atto per coinvolgere i diversi operatori della Sanità italiana.
Fonte: AdnKronos
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| Data: |
01/02/2010 |
| Titolo: |
Dalla Stanford university parte il sogno dell’Ecm «bias-free» |
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Dettaglio
Un’Ecm senza bias e libera da qualsiasi influenza commerciale esterna? Secondo l’università di Stanford si può fare, e anzi sarà realizzata presto. Non solo: a mettere i soldi per avere un corso «bias-free» sarebbe proprio una casa farmaceutica. Sembra una contraddizione – e, in effetti, oltreoceano sono ancora in molti ad essere scettici sul progetto – ma alcuni la annunciano come una vera «rivoluzione» nella formazione continua in medicina.
Ma andiamo con ordine. L’università di Stanford ha annunciato negli scorsi giorni di aver stilato un accordo di tre milioni di dollari col gigante della farmaceutica Pfizer per creare una formazione medica senza alcuna influenza esterna. L’annuncio ha fatto scalpore perché negli Stati Uniti la Stanford University è nota per aver assunto in passato posizioni molto dure contro il finanziamento della formazione medica da parte di enti con interessi di business.
«Si tratta di un cambiamento enorme, un nuovo inizio - ha sostenuto Philip Pizzo, preside alla Stanford University - Basta con la contaminazione dei programmi educativi per operatori sanitari da parte dell’industria e con i simposi organizzati dalle aziende in sale piene zeppe di medici in hotel e resort. La nostra università ha in programma di implementare un ciclo di corsi post-laurea grazie al grant ricevuto. Beninteso, Pfizer non avrà voce in capitolo su come verranno spesi i soldi».
E la Pfizer come giustifica il finanziamento? L’azienda ha spiegato in una nota di «voler contribuire a ridefinire i modi nei quali l’Ecm viene finanziato per assicurarne l’indipendenza e l’utilità per i pazienti». Esperti come David J. Rothman, presidente del Center on medicine as a profession della Columbia University, si dicono molto interessati all’iniziativa. «Va riconosciuto che ancora una volta è Stanford a guidare il gruppo dal punto di vista dell’innovazione – ha fatto notare Rothman - E devo confessare di essere rimasto molto sorpreso dalla scelta di Pfizer».
«Comprendo che questa novità susciterà anche sospetti e scetticismo – conclude Pizzo - Credo sia appropriato: anche io sarei scettico. E malgrado sia ottimista sulla riuscita del progetto, starò in guardia per vedere come riesce».
L’ultimo anno di superiori potrà essere sostituito con il praticantato. Così, invece che studiare per il lavoro, i ragazzi lavoreranno – quasi gratis - per qualche studio.
Dall’Italia un raffica di richieste d’adozione e di donazioni per i bambini haitiani colpiti dal sisma. Immigrazione.
Fonte: Il Pensiero Scientifico
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