| Data: |
24/01/2012 |
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Dolore cronico, Italia al terzo posto nella UE |
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Dettaglio
L'Italia è il terzo Paese europeo, dopo Norvegia e Polonia per numero di persone che soffrono di dolore cronico. In Italia il 26% di chi soffre di dolore cronico aspetta più di tre mesi prima di richiedere una visita. Il dolore cronico comporta oltre tre milioni di ore lavorative perse e una spesa di due miliardi di euro in prestazioni e farmaci.
Il 23% dei pazienti dichiara di aver dovuto cambiare la propria posizione sociale, il 14-17 di aver perso il proprio lavoro, il 28 ha avuto un cambio di responsabilità nella propria mansione. Il 19% degli europei, uno su cinque, soffre di dolore cronico non oncologico, causato da osteoporosi, lombosciatalgie, emicrania o artrosi. Il 26% degli italiani con punte del 40 tra gli over 65, ne soffre, più le donne degli uomini.
Un valido aiuto per questi pazienti è fornito dalla Fondazione Isal di Rimini, che promuove la conoscenza, la ricerca e la formazione nell'ambito della terapia del dolore. Dal 2009 ha dato vita al progetto "Cento città contro il dolore", una rete per l’assistenza e cura del dolore. Per informazioni visitare il sito www.fondazioneisal.it
Fonte: Salute di Repubblica del 24 gennaio, (settimanale), pag. 31.
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| Data: |
24/01/2012 |
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Gli oppioidi e la memoria |
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La rivista scientifica Science pubblica un articolo che cambia l’attuale concezione sulle cause dell’effetto analgesico. I ricercatori del Centre for Brain Research della MedUni di Vienna attribuiscono parte dell’effetto a un'azione che cancella la memoria del dolore.
Gli analgesici spengono nel cervello l'attività degli stimoli dolorosi e, in dosi moderate, gli oppiacei come la morfina bloccano lo stimolo che causa dolore. In dosi più elevate eliminano invece ogni traccia del dolore, cancellandone la memoria.
Fonte: Salute di Repubblica del 24 gennaio, (settimanale), pag. 31.
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| Data: |
23/01/2012 |
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Maxi-studio sul dolore, per le donne è più intenso |
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Dettaglio
Le donne avvertono il dolore in modo più intenso rispetto agli uomini e per ogni tipo di malattia. A dirlo sono i ricercatori della Stanford University School of Medicine, che hanno esaminato 160mila tabelle sul dolore relative a oltre 72mila pazienti adulti. L’articolo è stato pubblicato on line sul Journal of Pain. Risultano quindi ancora più evidenti le ragioni della medicina di genere e l’importanza di coinvolgere quindi più donne nei trial clinici.
Gli studiosi hanno analizzato il valore della sofferenza maschile e femminile per le varie patologie. «Non siamo certamente i primi a trovare le differenze nel dolore tra uomini e donne, ma questa volta ci siamo concentrati sull'intensità, mentre la maggior parte degli studi precedenti hanno esaminato la prevalenza. Per quanto a nostra conoscenza, questo è il primo lavoro in assoluto che ha usato dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche per esaminare il dolore su vasta scala, attraverso un'ampia gamma di malattie», spiega Atul Butte, autore senior dello studio.
I ricercatori hanno analizzato le scale di dolore di 250 diverse malattie, identificando 47 categorie diagnostiche per le quali c’erano più di 40 report sul dolore. Il campione includeva più di 11mila pazienti adulti, di cui il 56% donne.
Fonte: Adnkronos Salute
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| Data: |
11/01/2012 |
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La musica contro il dolore |
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La musica può diventare una terapia contro il dolore e l’università dello Utah lo ha provato con un esperimento. La musica ha il potere di rilassare il cervello, di distrarre la sua attenzione e potarla altrove. Il meccanismo è simile a quello della preghiera o dello yoga o del disegno per chi ama dipingere.
Lo studio ha coinvolto 148 volontari a cui sono stati sistemati degli elettrodi dolorosi, in modo più o meno acuto. Alcuni dei volontari avevano una cuffia per ascoltare la musica durante l’intero trattamento. I tracciati delle loro reazioni cerebrali hanno mostrato che sopportavano meglio il dolore, rispetto a chi non poteva ascoltare musica, e si preparavano mentalmente a superare la fitta.
I soggetti più nervosi, depressi e di carattere ansioso erano proprio quelli che meglio superavano il dolore grazie alla musica. I sicuri di sé, al contrario, hanno dimostrato di accettare con più difficoltà il dolore.
Fonte: www.Guidone.it
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| Data: |
11/01/2012 |
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Una nuova Guida per misurare il dolore nell'adulto |
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E’ uscita la nuova guida aggiornata per la misurazione del dolore nei pazienti adulti, pubblicata nel numero speciale di Arthritis Care & Research, «Patient Outcomes in Rheumatology, 2011». La guida suggerisce una via univoca per la valutazione del sintomo dolore, della qualità del sonno, della fatica fisica, della funzionalità complessiva e della gravità della depressione.
La guida parte dal dolore dei pazienti con patologie reumatiche, costretti a convivere con questo problema gravissimo. Ma il suo uso può essere esteso a tutti i pazienti, la valutazione del dolore, inclusa la sua intensità, frequenza e l’impatto sulla funzionalità fisica del paziente, sul sonno, sull’umore e sulla qualità della vita, intesa come relazioni sociali e lavorative, è importante per una buona pratica clinica.
Hawker, reumatologo ed epidemiologo clinico all’università di Toronto, Ontario e Canada, autore della guida, fornisce agli addetti ai lavori i riferimenti per comparare e scegliere lo strumento di valutazione più appropriato per i loro obiettivi clinico-investigativi.
Questi alcuni degli strumenti analizzati: la Visual Analog Scale for Pain (VAS Pain), la Numeric Rating Scale for Pain (NRS Pain), il McGill Pain Questionnaire (MPQ), lo Short-Form McGill Pain Questionnaire (SF-MPQ), la Chronic Pain Grade Scale (CPGS), la Short Form-36 Bodily Pain Scale (SF-36 BPS) e la Measure of Intermittent and Constant Osteoarthritis Pain (ICOAP).
Per ogni questionario, la guida descrive punti di forza e punti deboli di ciascun questionario: la NRS Pain è ottima per misurare l’intensità del dolore, mentre il SF-36 BPS per la valutazione del dolore di un contesto di stato di salute generale. L’ICOAP è raccomandato per la valutazione del dolore correlato a osteoartrite. «L’ICOAP – si legge nella review - è un misuratore specifico per dolore da osteoartrite, raccomandato per propositi descrittivi e classificativi, sia nella pratica clinica che nella ricerca, per fornire una valutazione globale dell’esperienza del dolore osteoartrosico, incluso l’impatto del dolore sull’ umore, sul sonno e sulla qualità della vita come variabili indipendenti e distinte rispetto all’impatto del dolore sulla funzionalità generale».
Fonte: www.pharmastar.it
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| Data: |
11/01/2012 |
| Titolo: |
Un’alleanza europea contro il dolore cronico |
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E’ nata la Pain Alliance Europe, l’Alleanza europea per il dolore, un network di 18 organizzazioni non governative e civiche appartenenti a 11 Paesi europei, Italia inclusa. L’obiettivo dell'organizzazione di pazienti, già presentata al Parlamento Europeo, è quello di sollecitare interesse e creare consapevolezza sul problema del dolore cronico, sia per la mancanza di trattamenti adeguati, sia per ottenere il riconoscimento del dolore cronico come condizione che peggiora la qualità della vita.
Il dolore reumatico, ortopedico e oncologico sono già ben noti anche dall’opinione pubblica, il dolore cronico non generato in modo specifico da una patologia è poco considerato dagli operatori della sanità e poco noto. Eppure grava ogni anno sull'economia di un Paese in termini di ore di lavoro perse. Il partner italiano dell'iniziativa è Active Citizenship Network-Cittadinanzattiva. Nel nostro Paese, l'organizzazione ha promosso la Carta dei diritti per non soffrire inutilmente. Per approfondimenti, visitare il sito www.cittadinanzattiva.it
Fonte: Salute del Corriere della Sera, pag. 45.
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