Terapie non convenzionali nel trattamento del dolore
A cura del Dott. Maurizio Di Emidio
- Su quali principi si basa l’agopuntura, che è sicuramente una delle terapie non convenzionali maggiormente usate nella cura del dolore?
- Come agisce l’agopuntura?
- L’agopuntura è indicata in quali tipologie di dolore?
- Esistono dei rischi per la salute dati dall’agopuntura? E quali sono le controindicazioni?
- Esistono degli studi scientifici che testimoniano l’efficacia dell’agopuntura?
- L’omeopatia, che tanto rilievo suscita a livello mediatico, è utilizzabile nella terapia del dolore e in che cosa consiste?
- Qual è il livello di efficacia dell’osteopatia usata per problematiche di dolore muscolo-scheletriche?
- Usando come tecnica il contatto manuale e le manipolazioni, l’osteopatia può essere dannosa per la salute del paziente?
- Il dolore può essere curato con un approccio unicamente psicologico?
- Quali sono le principali tecniche psicologiche utilizzate nel trattamento del dolore?
Su quali principi si basa l’agopuntura, che è sicuramente una delle terapie non convenzionali maggiormente usate nella cura del dolore?
L’agopuntura deriva dal principio della medicina tradizionale cinese secondo il quale ad ogni organo e funzione corrisponde un "meridiano" sulla superficie cutanea.
Le malattie o i disturbi funzionali sono dovuti a squilibri energetici di questi meridiani; intervenendo in determinati punti di questi meridiani (posizionandovi aghi) è possibile ridurre od eliminare tali squilibri energetici.
Come agisce l’agopuntura?
Provoca un effetto analgesico grazie all’aumento della soglia del dolore e all’incremento della produzione endogena delle endorfine, che sono sostanze prodotte normalmente dal nostro organismo in risposta ad una situazione di dolore acuto o cronico.
L’agopuntura è indicata in quali tipologie di dolore?
Nelle patologie muscolo-scheletriche, nel dolore miofasciale e nelle sindromi fibromialgiche, nelle cefalee nei dolori facciali, nel dolore neuropatico (ad esempio lombosciatalgie croniche, nevralgie trigeminali), nel dolore viscerale (dismenorrea, gastriti, coliti, etc.).
Esistono dei rischi per la salute dati dall’agopuntura? E quali sono le controindicazioni?
I rischi sono quelli di malattie infettive (HIV, epatite), ma sono estremamente ridotti in quanto la metodica richiede l’utilizzo di aghi sterili monouso. Possono verificarsi degli ematomi superficiali qualora vengano punte strutture vascolari sottocutanee. Possono inoltre verificarsi situazioni di lipotimie (svenimenti) in pazienti che hanno la fobia degli aghi.
Controindicazione relativa è la gravidanza per quanto riguarda l’utilizzazione di specifici punti; ma ricordiamo che l’agopuntura viene usata anche in caso di presentazione podalica del feto, ottenendo in un buon numero di casi il cambiamento di tale posizione e permettendo in tal modo un parto più sicuro. Altra controindicazione relativa è la presenza di disturbi della coagulazione. Controindicazione assoluta è invece il rifiuto degli aghi da parte del paziente.
Esistono degli studi scientifici che testimoniano l’efficacia dell’agopuntura?
Si. Per esempio uno studio condotto dall’Università della California nel 2002 ha dimostrato l’attivazione della corteccia visiva, visualizzata con la risonanza magnetica, mediante il posizionamento di aghi in punti specifici.
Un altro studio condotto dal CNR all’Istituto San Raffaele di Milano ha messo in evidenza come certe aree del cervello vengano attivate come reazione dell’organismo ad uno stimolo doloroso e dall’agopuntura di determinati punti (il tutto dimostrato dalla tomografia ad emissione di positroni). Quindi la stimolazione di questi punti con tale metodica aumenta la risposta dell’organismo ad un evento doloroso.
L’omeopatia, che tanto rilievo suscita a livello mediatico, è utilizzabile nella terapia del dolore e in che cosa consiste?
L’omeopatia si basa sul principio di similitudine del farmaco, usando in concentrazioni estremamente diluite sostanze che, in persone sane, inducono sintomi simili a quelli osservati nelle malattie. Tali sostanze sarebbero in grado di indurre una malattia artificiale che si sostituisce alla malattia vera e propria e che regredisce poi spontaneamente.
In Italia circa l’8,2 % della popolazione si serve di questo rimedio alternativo. Nella terapia del dolore viene usata soprattutto per dolori di tipo muscolo-scheletrico, cefalee, dolori artrosici. In realtà, non ci sono prove di efficacia e un articolo pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli in campo medico (Lancet, 2005) afferma che i benefici attribuibili al rimedio omeopatico sono sovrapponibili all’effetto placebo. Ci sono comunque nuovi studi in corso sull’omeopatia.
Qual è il livello di efficacia dell’osteopatia usata per problematiche di dolore muscolo-scheletriche?
È stata condotta una metanalisi (cioè un confronto tra più studi riguardanti lo stesso argomento) che ha analizzato i risultati di 6 ricerche diverse concernenti il trattamento osteopatico e che ha evidenziato come tale trattamento migliori significativamente il dolore alla schiena rispetto al placebo, mantenendo i benefici acquisiti per un periodo medio superiore ai tre mesi.
Usando come tecnica il contatto manuale e le manipolazioni, l’osteopatia può essere dannosa per la salute del paziente?
In teoria sì, come qualsiasi altro trattamento basato sul contatto manuale.
In realtà ciò accade raramente quando questa disciplina è esercitata da persone esperte e qualificate.
Inoltre molti osteopati adottano tecniche cosiddette "dolci" che hanno in impatto minimo sul corpo del paziente.
Il dolore può essere curato con un approccio unicamente psicologico?
La definizione del dolore stessa permette di rispondere in maniera affermativa a questa domanda.
Il dolore è, infatti, un’esperienza spiacevole soggettiva e personale, determinata dall’effetto del male corporeo, che è influenzata da atteggiamenti culturali, situazioni contingenti, attenzione ed altre variabili psicologiche. Questa definizione è unanimemente accettata dal mondo scientifico.
Quali sono le principali tecniche psicologiche utilizzate nel trattamento del dolore?
Esistono varie possibilità: tecniche di rilassamento, biofeedback, ipnosi, psicoterapia cognitivo-comportamentale, tecniche bioenergetiche, meditazione.
Da sottolineare che la maggior parte di queste sono considerate non convenzionali solo in quanto discipline giovani o meno usate rispetto alle cure della medicina occidentale tradizionale.
Ad esempio la psicoterapia o l’ipnosi sono a tutti gli effetti riconosciute dal mondo scientifico come discipline mediche e, quindi sarebbe corretto parlare, nel loro caso di approccio non farmacologico al dolore.
