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ITER TERAPEUTICO

APPROCCIO FARMACOLOGICO | APPROCCIO CONSERVATIVO | APPROCCIO CHIRURGICO

Doloredoc - Educazionale sulla lombalgia o mal di schienaAl manifestarsi dei sintomi, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico per una corretta valutazione e diagnosi del problema e per stabilire l’adeguata risposta terapeutica ad esso, evitando l’uso prolungato di farmaci da banco e ricordando comunque di segnalare fedelmente al proprio medico eventuali terapie da automedicazione, qualora adottate.

Diversi sono gli approcci cui è possibile ricorrere per affrontare questo problema.

APPROCCIO FARMACOLOGICO
La prescrizione del farmaco deve sempre essere affidata al medico e avvenire sulla base del sintomo doloroso, a seconda della sua intensità, natura e durata.

Farmaci molto utilizzati sono i FANS (Farmaci Anti infiammatori Non Steroidei), di cui il primo e più conosciuto è l’acido acetilsalicilico (noto come Aspirina). Sono efficaci in dolori nocicettivi di lieve intensità di natura infiammatoria (tipica la rigidità mattutina superiore alle 2 ore). Non hanno invece effetto sul dolore neuropatico (un dolore che provoca disturbi sensitivi, tra cui sensazione di bruciore continuo, perdita di sensibilità o ipersensibilità della cute etc...)

L’uso dei FANS deve essere limitato nel tempo, dove non vi siano controindicazioni, limitatamente all’episodio di tipo infiammatorio acuto. Non sono da impiegare nei casi di dolore ormai cronicizzato e, comunque, per periodi superiori ai 7-15 giorni.

I FANS presentano alcune controindicazioni che rendono il loro uso non adeguato in alcune categorie di pazienti: pazienti anziani, pazienti con fattori di rischio gastrointestinali, cardiovascolari e renali oppure in pazienti in polifarmacoterapia (Warfarin, Asa ,Ticlopidina ecc.), per via delle possibili interazioni dei FANS con queste ultime.
Presentano principalmente effetti gastrolesivi (da qui la necessità di associare gastroprotettori, soprattutto negli utilizzi più prolungati) e tossicità a carico dei reni, ed alcuni possono presentare anche un’azione negativa sul cuore e sulla pressione arteriosa. A causa della loro semplice reperibilità come farmaci da banco e da automedicazione, i FANS sono spesso impiegati in modo eccessivo, non di rado senza controllo medico, con effetti collaterali e problemi importanti per il paziente.

Doloredoc - Educazionale sulla lombalgia o mal di schiena Un discorso distinto va fatto per il Paracetamolo, farmaco con azione antipiretica e analgesica, che non presenta gli effetti gastrolesivi dei FANS e ha minore tossicità a carico dei reni. Può essere invece dannoso a livello del fegato, richiedendo quindi un’attenta valutazione sul suo impiego nei pazienti a rischio epatico. Le associazioni di paracetamolo con tramadolo o codeina possono essere invece impiegate con una certa sicurezza, per i relativi bassi dosaggi di paracetamolo impiegato.

Si ribadisce, in ogni caso, la necessità di evitare di ricorrere all’automedicazione e di consultare sempre il proprio medico per valutare la terapia farmacologica più adatta.

In ambito analgesico, un capitolo molto importante è quello relativo agli oppioidi, analgesici per eccellenza, si rifanno nella modalità di azione all’oppio, sostanza conosciuta fin dall’antichità e presente in tutte le culture. Anche le nostre istituzioni hanno recentemente riconosciuto l’importanza e l’utilità degli oppioidi nel trattamento del dolore, semplificandone per legge (LINK) la prescrizione, rendendoli maggiormente accessibili a medici e pazienti. Non deve quindi stupire la prescrizione di un farmaco oppioide da parte del proprio medico anche nel caso di un dolore di moderata-grave intensità, di natura lombosciatalgica. Inoltre, data la disponibilità in commercio di diverse vie di somministrazione, orali e trans dermiche (cerotti), la scelta dell’oppioide dovrà essere il più possibile concordata con lo stesso paziente, in base anche alle sue esigenze e preferenze.

Gli oppioidi si distinguono in oppioidi deboli e oppioidi forti, in virtù della loro potenza e, quindi, dell’intensità del dolore che possono alleviare.
Gli oppioidi deboli come la Codeina e il Tramadolo, possono essere utilizzati da soli o in associazione con paracetamolo. In particolare l’associazione paracetamolo-tramadolo trova impiego in un dolore lieve-moderato di breve durata (ad esempio dopo un piccolo intervento chirurgico, un trauma, oppure in caso di riacutizzazioni artrosiche).
Il tramadolo (non in associazione) trova impiego nel dolore moderato cronico (dolore che persiste da oltre tre mesi) e come farmaco di prima scelta nel dolore neuropatico.
Gli oppioidi forti, come Morfina, Buprenorfina e Fentanil (questi ultimi disponibili in cerotti transdermici a rilascio prolungato), sono adatti nel dolore cronico di intensità moderata-grave. Tra gli oppioidi forti ricordiamo anche l’Ossicodone, il Metadone e l’Idromorfone. Il trattamento con farmaci oppioidi va sempre condotto sotto un’attenta supervisione medica.

Vi è poi la categoria degli adiuvanti (o coanalgesici), ovvero farmaci che trovano ragione d’impiego accanto alla terapia a base di oppioidi o FANS perché, pur non agendo direttamente sul dolore, svolgono comunque un’azione analgesica. Vengono considerati tali, a titolo di esempio, le benzodiazepine, i cortisonici, gli antidepressivi e gli anticonvulsivanti. Quelli maggiormente usati sono senza dubbio quelli impiegati nelle forme di dolore nelle quali vi sia una componente di sofferenza neuropatica (lombosciatalgie, sofferenza di canale vertebrale) o un dolore neuropatico (neuropatie diabetiche, post-erpetiche, etc). Fra i principali ricordiamo il gabapentin e il pregabalin.

Attualmente, vengono proposti anche complementi alimentari come l’acido alfa-lipoico che in associazione con vitamine del gruppo B, può aiutare a riparare il danno nervoso, soprattutto se impiegato precocemente.

APPROCCIO CONSERVATIVO
Alcuni trattamenti conservativi che possono essere utili nell’affrontare la lombalgia e la sintomatologia dolorosa ad essa legata sono:

Cure fisioterapiche: agiscono sull’infiammazione e sulle contratture muscolari. Non intervengono sulle cause che le hanno determinate; i risultati sono di media durata e la loro efficacia dipende dal tipo di problema e dalla costituzione del paziente.

Ultrasuoni-Radar-Laserterapia: generano un calore che aiuta ad alleviare il dolore e attenuare l’infiammazione.

Trazione e massaggi: allontanano le vertebre e tendono ad ottenere un rilassamento della muscolatura contratta.

Cure termali: utili nell’attenuare il dolore e l’infiammazione nelle forme croniche.

Altre terapie “alternative” chiroterapia, agopuntura: Consigliabili in alcuni casi in cui risultino inefficaci le terapie tradizionali, oppure come sostegno ad esse.

APPROCCIO CHIRURGICO
Doloredoc - Educazionale sulla lombalgia o mal di schienaIn alcuni casi, la lombalgia può essere affrontata attraverso l’intervento chirurgico.
Ciò può avvenire quando le cause della patologia sono ben identificabili e dopo un’attenta valutazione del quadro clinico da parte del medico. L’efficacia del trattamento chirurgico è superiore a quella dei trattamenti conservativi.

Un tipico caso che richiede solitamente l’intervento del chirurgo è l’ernia del disco lombare, che solo nel nostro Paese ogni anno causa circa 30.000 interventi, chiamati erniectomie, che possono essere praticati utilizzando diverse tecniche.

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