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Giornata del Sollievo 2010

Data aggiornamento: 27/05/2010

Giornata nazionale del sollievo, insieme a fianco di chi soffre


Non soffrire è oggi un diritto anche in Italia. Grazie a provvedimenti come la legge 38 su terapia del dolore e cure palliative, oltre alla rinnovata attenzione medica e scientifica su questi temi, la sofferenza dei malati è diventata un argomento di attualità. Ma lenire il dolore fisico non è né può essere l’unico obiettivo. Esiste anche il cosiddetto «dolore sociale»: la solitudine, la paura di pesare sui parenti, di non riuscire più a fare il proprio lavoro e quindi perdere prospettive, desideri, speranze.

Domenica 30 maggio la Giornata nazionale del sollievo si è dedicata proprio a questi aspetti. Promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti e dal ministero della Salute, l’evento ha puntato a portare all’attenzione di cittadini e pazienti non solo vecchi e nuovi diritti legati al mondo della terapia del dolore e delle cure palliative, ma anche le esigenze personali, psicologiche e morali di chi soffre.

Le dimensioni del problema le ha restituito il quarto studio «sul vissuto di sollievo negli ospedali italiani», promosso dalla stessa Fondazione Ghirotti. Le persone ricoverate in ospedale desiderano la presenza di persone care (42%) e sentire meno dolore (38%), avere informazioni sulle terapie (34%) e non essere di peso ai familiari (34%), un desiderio questo che aumenta nelle persone anziane. Di tutti coloro che durante il ricovero hanno sentito dolore (61%), il 79% ritiene di essere stato ben informato sulla terapia, mentre l’8% ha dichiarato di non essere stato informato ed il 93% ha ricevuto una terapia.

Questi risultati sono stati ottenuti grazie ai dati raccolti tra 23.253 pazienti provenienti da undici regioni. In generale, si è riscontrata una buona adesione nel Nord, mentre il Sud risulta fortemente sottorappresentato. Ma come si può portare sollievo a questi pazienti? Secondo le stesse segnalazioni raccolte, i momenti, durante la degenza, in cui si sta meglio risultano essere senza dubbio la visita dei parenti (un notevole 70% con una tendenza ad aumentare con il trascorrere dei giorni di ricovero), seguito dalla visita medica e dal pranzo.

Insomma: il primo male dei pazienti italiani sembra essere la solitudine. Per questo, per la Giornata nazionale del sollievo la Fondazione Gigi Ghirotti ha organizzato due eventi al Policlinico Gemelli e all’Istituto regina e Elena di Roma: verranno allestiti spettacoli improvvisati da medici e pazienti, dove ogni persona avrà la possibilità di esprimere il proprio talento e intrattenere pubblico e pazienti. Hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e personaggi dello spettacolo.

Un’occasione in più per dare un’occasione di distrazione a chi soffre e divulgare una nuova cultura, più franca e approfondita, del dolore. «Il primo livello di un qualsiasi processo di formazione è la partecipazione e l’informazione dei cittadini e pazienti – sottolinea Vito Ferri, coordinatore scientifico della Fondazione Ghirotti – Particolarmente importante è trasmettere l’idea che il dolore va curato dentro e fuori l’ospedale. Intervenire sul "dolore sociale", infatti, vuol dire anche migliorare l’aspetto clinico».

A cura della Redazione di Doloredoc

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