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Cure palliative, la Camera approva: è legge

Data aggiornamento: 10/03/2010

Chiusa ieri la votazione bipartisan dell’Emiciclo, che vara la normativa per la cura del dolore

Approvata. La Camera, in terza lettura, dà il via libera alla legge sulle cure palliative e le terapie del dolore. Si conclude così il lunghissimo (e non di rado travagliato) percorso che ha portato alla redazione e infine all’approvazione di una normativa che dovrebbe portare sollievo a 250mila malati terminali, di cui 11mila minori inguaribili, e di qualche milione di malati cronici. I lavori si sono chiusi con un voto bipartisan, con 476 voti a favore e due sole astensioni (dovute, pare, ad una protesta per il budget a disposizione della legge, da alcuni giudicato non sufficiente).

RINVIO EVITATO – E’ stato così scongiurato l’ultimo, inaspettato, ostacolo che il disegno di legge ha dovuto affrontare. Un ostacolo rappresentato dal fortissimo scontro tra partiti in atto in queste ore, dovuto alle votazioni sulle normative per il «legittimo impedimento» e il cosiddetto «decreto salva-liste». Per bloccare questi due procedimenti, l’opposizione aveva annunciato ostruzione totale, e nel fuoco incrociato si temeva finisse anche la legge per le cure palliative. Invece, con colpo di scena, è stato il Pd a riuscire a far approvare un proprio ordine del giorno che anteponeva la discussione per le cure palliative a quella per gli altri provvedimenti. Alla fine, quindi, l’approvazione è arrivata velocemente e con piena adesione.

LA LEGGE - Numerose le novità introdotte dalla legge. L’obbligo per i medici di monitorare il dolore degli assistiti si estende dai soli malati terminali a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia, con obbligo di annotare osservazioni e cure sulla cartella clinica. Prevista, inoltre, l’istituzione di due reti distinte di strutture sanitarie e professionisti: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Le tariffe per le cure palliative dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale, mentre viene disciplinata anche la formazione, con specifici percorsi universitari e l'istituzione di master, e il controllo, con la costituzione di un Osservatorio nazionale permanente.

IL DIBATTITO - All’applicazione della legge è stato fissato un budget di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Uno stanziamento ritenuto, soprattutto da diverse parti dell’opposizione, ancora insufficiente, e che è stato inserito solo dopo il rigetto del testo da parte della commissione Bilancio qualche mese fa. Qualche polemica rimane ancora per la prescrizione facilitata dei farmaci oppiacei: già anticipata da un’ordinanza del ministero e oggi ratificata con la legge. Alla «prescrizione facile», infatti, potranno accedere solo i medici di medicina generale, e non gli specialisti.

DICHIARAZIONI - «Esprimo la soddisfazione del governo e quella mia personale anche come medico, perché riteniamo sia un traguardo importante» ha dichiarato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, dopo l’approvazione «La proposta di legge in esame – ha aggiunto – migliora la qualità di vita di chi vive in una situazione di sofferenza fisica, sostiene le famiglie e pone il nostro Paese finalmente ai livelli più alti in Europa». Anche l’opposizione si dice soddisfatta: «Finalmente il Parlamento – ha commentato Margherita Miotto, deputata del Pd in commissione Affari sociali alla Camera – approva la legge sulle cure palliative che il Pd ha voluto tenacemente. Con questa legge vengono varate misure affinché sia superata la disomogeneità esistente sul territorio nazionale in merito alle cure fornite ai cittadini, venga garantita l’assistenza domiciliare e incentivato il parto indolore».

SPERIMENTAZIONE - «Da oggi il dolore è una malattia da curare, come sancisce l’obbligo previsto dalla legge di registrare le osservazioni sul dolore del paziente in cartella clinica – spiega Guido Fanelli, coordinatore della commissione ministeriale su terapia del dolore e cure palliative – La detabellazione degli oppiacei, poi, permetterà al medico curante di prescrivere, senza vincoli burocratici, gli oppiacei orali o in cerotto transdermico o in altre forme, escluse quelle iniettabili. Un progetto pilota in quattro regioni (Lazio, Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna) sperimenterà da subito la nuova filosofia. Soprattutto quella del territorio senza dolore».

A cura dello Staff di Doloredoc

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